4 (2)L’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) ha redatto una guida fiscale dedicata al bonus IVA 50% sull’acquisto di case ad alta efficienza energetica; questo bonus si potrà applicare non solo alle abitazioni ma anche alle loro pertinenze come ad esempio garage e cantine.

Grazie infatti  alla Legge “Milleproroghe” (Legge 19/2017), l’acquisto di case appartenenti alle classi energetiche A o B, direttamente dalle imprese di costruzione, continuerà per tutto il 2017 ad essere incentivato con una detrazione Irpef pari al 50% dell’Iva pagata.

La novità introdotta dal 1° Marzo 2017 è che in caso di acquisto congiunto dell’abitazione e delle relative pertinenze, la detrazione del 50% dell’Iva va calcolata sull’intero acquisto, quindi sul prezzo complessivo tra abitazione e pertinenze. Il vincolo di pertinenza deve emergere dal rogito e l’acquisto della pertinenza stessa deve essere contestuale a quello dell’abitazione.

L’Ance ha precisato che il bonus per l’acquisto di case ad alta efficienza energetica si applica in modo retroattivo, quindi anche alle compravendite avvenute a gennaio e febbraio; questo per non creare un buco normativo di due mesi in quanto l’incentivo era scaduto a dicembre 2016.

ok

Il 25 luglio 2016 è entrato in vigore il regolamento che disciplina, in Piemonte,  l’esecuzione dei lavori in copertura in sicurezza, per gli interventi previsti nella fase di manutenzione della copertura o di eventuali impianti tecnologici su di essa insistenti.

Il regolamento interessa :

  1. la progettazione e realizzazione di interventi pubblici e privati
  2. coperture a falde inclinate o piane, con altezza della linea di gronda superiore a 3 mt.
  3. interventi di nuova costruzione
  4. manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia (d.p.r 380/2001), mediante interventi strutturali
  5. manutenzione ordinaria di riparazione, rinnovamento e sostituzione di manufatti della copertura, non di carattere strutturale (ex : sostituzione parziale manto di copertura, apertura lucernari… d.p.r 380/2001)
  6. installazione impianti solari termici o fotovoltaici (d.p.r 380/2001)
  7. varianti in corso d’opera che riguardano gli interventi di nuova costruzione o di manutenzione straordinaria di carattere strutturale, che interessano parti strutturali della copertura, redatte successivamente all’entrata in vigore del regolamento.

Il progettista, in collaborazione con il coordinatore per la sicurezza, deve realizzare un Elaborato tecnico della copertura (ETC) fin dalla fase iniziale di progettazione dell’opera.

Questo elaborato dovrà contenere :

a) una relazione tecnica delle scelte progettuali con illustrazione del rispetto delle specifiche misure di sicurezza corredata da tavole esplicative, in cui siano indicati i percorsi, gli accessi, le misure di sicurezza e i sistemi di protezione contro la caduta a tutela delle persone che accedono, transitano e operano sulla copertura;

b) elaborati progettuali di dettaglio della copertura, contenenti almeno una planimetria in scala adeguata nella quale siano evidenziati gli elementi di cui alla lettera a) e relativa relazione di calcolo, redatta da un professionista abilitato, contenente il dimensionamento e la verifica dei dispositivi di protezione collettivi o dei sistemi di protezione contro le cadute dall’alto individuati dalla soluzione progettuale prescelta in relazione agli elementi strutturali della copertura, preesistenti, opportunamente verificati, o progettati ex novo;

c) documentazione del fabbricante dei dispositivi di ancoraggio e dei dispositivi di protezione collettiva prodotti e da installarsi secondo le norme di riferimento;

d) dichiarazione di conformità dell’installatore, riguardante la corretta installazione dei dispositivi di protezione collettivi o di dispositivi di ancoraggio;

e) raccolta dei manuali d’uso dei dispositivi di protezione collettiva o dei dispositivi di ancoraggio installati, con eventuale documentazione fotografica;

f) registro di ispezione e manutenzione dei dispositivi di protezione collettivi o dei dispositivi di ancoraggio.

stufe

Il sito web energiadallegno.it realizzato da Aiel (Associazione italiana energie agroforestali) risponde alle domande più frequenti riguardanti stufe, ecosostebilità, pellet, risparmio energetico grazie ad un’utile guida da cui sono state tratte le seguenti risposte.

  1. Quali criteri occorre considerare nella scelta di una stufa, a parte quello estetico?

L’Aiel prescrive innanzitutto di rivolgersi a un progettista o a un rivenditore di fiducia per calcolare quanto calore serve e, quindi, sapere di che potenza dovrà essere la stufa. Altrettanto importante è valutare le caratteristiche costruttive della propria abitazione. L’isolamento termico e il tipo di infissi sono due fattori fondamentali.

classe-energeticaFonte: energiadallegno.it/Aiel

Tra i consigli per l’acquisto di una stufa l’Associazione consiglia di accertarsi che l’impianto abbia la marcatura CE e che venga allegata la Dichiarazione di Prestazione (DoP).

  1. Installazione: quali sono gli aspetti da prevedere?

Innanzitutto occorre verificare la possibilità di aprire una presa d’aria. Inoltre non ci devono essere materiali combustibili nelle vicinanze della stufa né la presenza di una presa elettrica (nel caso della stufa a pellet).

  1. Stufa a legna o pellet: quale scegliere?

È bene considerare almeno due fattori: il rivenditore più vicino e la possibilità di acquistare materiale di qualità come il pellet certificato ENplus o la legna da ardere certificata Biomassplus.

  1. Quali gli incentivi disponibili per l’acquisto di una stufa?

A oggi sono tre gli strumenti incentivanti a disposizione: conto termico ed ecobonus suddivisi tra detrazioni fiscali al 65% – riqualificazione energetica – e detrazioni al 50% in caso di ristrutturazioni edilizie.

  1. Chi deve occuparsi della manutenzione (e della installazione)?

L’installazione di una stufa deve essere effettuata da uno specialista abilitato dalla Camera di Commercio ai sensi del decreto ministeriale n.37/2008 e che ha seguito i corsi di aggiornamento o di qualifica per installare gli impianti alimentati a fonti di energia rinnovabili. Lo stesso installatore, al momento dell’installazione, rilascia due documenti che il proprietario della stufa dovrà conservare: la dichiarazione di conformità e il libretto d’impianto. Come per l’installazione, anche la manutenzione deve essere effettuata da uno specialista abilitato anch’esso dalla CdC e ai sensi dello stesso decreto. La verifica viene fatta una volta l’anno.

  1. Quali i criteri di scelta e di acquisto della legna?

Il primo aspetto è quello di acquistare legna da ardere certificata Biomassplus. Per tre buoni motivi: il legno di partenza ha origine legale e si possono rintracciare tutte le fasi del processo produttivo. In termini di qualità del prodotto e del processo produttivo, è controllata periodicamente dall’organismo di certificazione. La legna sul mercato si trova fresca o essiccata, in bancali o sfusa. Nel primo caso è bene pensare che, appena tagliata, la legna contiene circa il 50% di acqua e non può essere usata in stufa o in caldaia; la legna va essiccata o stagionata per portarla a un tenore idrico inferiore al 20%.

      7 . Per il pellet come ci si regola?

Innanzitutto per pellet ci si riferisce a un prodotto derivante da un processo di essiccazione e compattamento della materia prima proveniente da biomasse legnose (segatura e trucioli di legno vergine non contaminato). La certificazione ENplus è l’unico elemento in grado di offrire garanzie certe sulla qualità del prodotto pellet. Basta controllare che sia riportato correttamente il marchio qualità specifico: si troverà il marchio, il codice identificativo, l’indicazione della classe di qualità del pellet certificato e l’indicazione della norma ISO 17225-2 riferimento di base per le classi di qualità ENplus.

  1. Le stufe a legna e/o pellet sono sistemi energetici ecosostenibili?

Partiamo dalla biomassa legnosa: essa può dirsi sostenibile dal punto di vista ambientale quando è prodotta da una gestione forestale sostenibile. Per quanto riguarda le stufe e, in generale, i sistemi di riscaldamento a biomasse legnose Aiel sta promuovendo la nuova certificazione di qualità Aria Pulita con cui saranno certificati le stufe, gli inserti per camino e le caldaie fino a 35 kW di potenza che dimostreranno di avere i requisiti necessari in termini di resa ed emissioni.

  1. Oltre che all’ambiente in cui sono collocate, le stufe riescono a riscaldare gli altri locali?

Le stufe e i caminetti sono in grado di veicolare il calore prodotto anche in altri ambienti della casa attraverso il collegamento all’impianto di distribuzione dell’acqua calda oppure mediante la canalizzazione dell’aria calda prodotta.

  1. Quanto costa riscaldare casa con la legna o col pellet?

Prendiamo in considerazione una abitazione di 100 m2. Per riscaldarla occorrono 12 MWh circa di energia. Con la legna da ardere si spenderanno 36 euro/MWh, col pellet dai 57 ai 60 euro (rispettivamente se si tratta di prodotto sfuso o in sacchi da 156 kg). Per scaldare una casa di questa metratura a metano ci vogliono 70 euro, 119 euro per il gasolio e 229 euro nel caso del GPL.

 

 

 

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energÈ la prima volta che la quantità di energia prodotta da sistemi con fonti rinnovabili supera quella derivante dalla produzione di centrali a carbone ed affini. Il risultato, frutto di un’analisi condotta dall’IEA (Agenzia Internazionale dell’Energia) mostra come le nuove installazioni abbiano riguardato soprattutto pannelli solari ed impianti eolici, per valori pari a mezzo milione di pannelli solari per ogni giorno del 2015, e due nuove turbine eoliche per ogni ora in Paesi come la Cina: valori sorprendenti, senza dubbio!

L’agenzia IEA ha rilasciato la sua analisi delle prospettive a medio termine per le fonti rinnovabili, che comprende uno sguardo al mercato globale: il 2015 ha rappresentato, solo l’inizio, ed entro il 2021, le energie rinnovabili saranno in grado di generare quantità di elettricità sufficiente a fronteggiare la domanda energetica negli Stati Uniti e in Europa integrando rinnovabili e carbone.

È importante evidenziare che generalmente gli impianti di fonti rinnovabili generano solo un terzo della loro capacità; quindi, in concreto, produciamo ancora energia in quantità prevalente partendo da fonti fossili.

Il dato interessante del report dell’Agenzia è la proiezione, entro 5 anni (2021), della massiccia diffusione di fonti rinnovabili, anche per il ridotto costo che nel corso del tempo si sta determinando rispetto a quello attuale: l’agenzia stima una crescita delle rinnovabili che è del 13% superiore alle previsioni fatte nel 2014.

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Il ricorso a fonti energetiche rinnovabili raggiungerà oltre il 60% della nuova generazione, la quantità di energia così ricavata potrà fronteggiare interamente il fabbisogno di Unione Europea e Stati Uniti fino ad abbandonare il necessario ricorso alle centrali a carbone.

La quattro aree che secondo l’IEA saranno interessate da queste nuove installazioni saranno: Cina, India, Europa e Stati Uniti; tuttavia mentre in Cina ed India non sarà possibile fronteggiare la domanda esclusivamente con le fonti rinnovabili e sarà pertanto necessario riallineare le centrali a carbone e le centrali nucleari, in Europa e Stati Uniti sarà possibile raggiungere il valore del fabbisogno grazie all’integrazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili e dalla sostituzione di alcuni già installati con altri con sistemi di maggiore rendimento, favorendo ulteriormente la riduzione di impianti da combustibili fossili.

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studio-di-fattibilita-valvole-e-contatoriCon l’arrivo dell’inverno gli impianti di riscaldamento condominiali sono entrati in funzione e molti inquilini si trovano per la prima volta a dovere utilizzare le valvole termostatiche, che devono essere applicate d’obbligo sui radiatori dei condomìni con riscaldamento centralizzato per rispettare la norma nazionale (d.lgs. 102/2014 e correttivo 141/2016) sulla contabilizzazione individuale del calore e la termoregolazione.

Ma come si utilizzano in maniera efficace le valvole termostatiche? Il quesito non è banale, poiché il corretto impiego di questi dispositivi consente un reale risparmio di energia e, quindi, un alleggerimento della bolletta. La termoregolazione, ossia la regolazione automatica della temperatura nelle stanze di un appartamento, avviene tramite l’uso delle valvole termostatiche, obbligatorie dall’inizio del 2017. Esse agiscono sul singolo radiatore di riferimento consentendo una diversa regolazione della temperatura per ciascun locale. Sulla testa della valvola termostatica si imposta il valore di temperatura desiderato. Ogni volta che c’è del calore in eccesso essa ne chiede meno all’impianto di riscaldamento, che entra così in funzione solo quando serve. Ecco quindi perché le valvole consentono di risparmiare sui costi di riscaldamento.

Si elencano nel dettaglio “le 10 cose” che serve sapere su questi dispositivi per la termoregolazione.

  1. È un obbligo installare una valvola termostatica per ogni radiatore?

Sì, le valvole termostatiche devono essere installate su tutti i radiatori presenti nell’abitazione. L’impianto di riscaldamento è un circuito chiuso, pertanto ogni componente influisce sul comportamento dell’altro. Un singolo radiatore senza valvola termostatica lavorerebbe in modo errato e non conforme rispetto agli altri con valvole termostatiche installate, avendo quindi ripercussioni negative sull’intero impianto condominiale.

  1. Come si accendono le valvole termostatiche?

Sono un meccanismo autonomo. Se le teste termostatiche sono correttamente installate sulla relativa valvola, a sua volta connessa al radiatore, esse iniziano a lavorare semplicemente con l’accensione dell’impianto di riscaldamento. Non necessitano di alcuna fonte di alimentazione esterna.

  1. Come si regola una valvola termostatica?

Sulla testa termostatica sono presenti dei numeri da 0 a 5 corrispondenti a determinati valori in °C. Per impostare la temperatura di riferimento per ogni stanza, basta ruotare la testa termostatica in corrispondenza del valore desiderato.

  1. Corretta regolazione della temperatura ambiente

In cucina ed in soggiorno max. 20°C. In lavanderia e nei locali di passaggio 16-18 °C. Nei bagni invece si può impostare una temperatura più piacevole, quindi più calda.

  1. I radiatori sono caldi solo nella parte superiore. Perché ?

Contrariamente alle comuni convinzioni, se toccando i radiatori si riscontra che essi sono caldi nella parte superiore e freddi in quella inferiore, significa che le valvole termostatiche stanno lavorano correttamente. Esse infatti forniscono ad ogni radiatore solo la quantità d’acqua necessaria a mantenere la temperatura ambiente impostata per ogni stanza. Il radiatore diventa progressivamente freddo verso il basso poiché il calore da esso prodotto viene ceduto al locale per riscaldarlo. Ciò è quindi indice di una esatta regolazione della temperatura nell’ambiente.

  1. Perché irradiatori di alcune stanze sono freddi?

Ciò dipende da come sono state regolate le teste termostatiche e da eventuali apporti gratuiti di calore (es.: stanza esposta al sole, presenza di persone ed elettrodomestici nel locale, calore generato cucinando, ecc.). Grazie alle valvole termostatiche si scaldano infatti solo i radiatori presenti nei locali ove c’è bisogno, con un conseguente risparmio energetico.

  1. Perché con le valvole termostatiche non raggiungo la temperatura ambiente che desidero?

In alcune occasioni il radiatore si trova ad essere coperto da copriradiatori, pesanti tendaggi o semplicemente in posizioni non ottimali o difficilmente raggiungibili, è per questo che esistono appositi regolatori termostatici che permettono di rilevare la temperatura in una posizione diversa da quella in cui si trova il radiatore ottenendo una corretta regolazione della temperatura nell’ambiente.

  1. Con le valvole termostatiche è necessario avere particolari accorgimenti?

Alla fine della stagione invernale, è consigliabile posizionare le teste termostatiche in corrispondenza del valore di massima apertura, onde evitare eventuali depositi di sedimenti nella sede della valvola, che ne potrebbero compromettere il corretto funzionamento futuro. All’accensione dell’impianto di riscaldamento, andranno invece reimpostati i valori di temperatura ideali desiderati per ogni ambiente.

  1. Per un corretto utilizzo dell’impianto di riscaldamento è inoltre buona norma…

Effettuare la manutenzione ordinaria dell’impianto di riscaldamento. Un impianto correttamente regolato funziona in modo efficiente, risulta meno inquinante e riduce gli sprechi energetici consentendo quindi anche un risparmio in termini economici. Prestare attenzione agli orari di accensione. Evitare di far lavorare il riscaldamento quando non si è in casa ed attenersi ai tempi di accensione massima giornaliera previsti per la fascia climatica di appartenenza. Dispositivi utili in tal senso sono sicuramente i cronotermostati, i quali consentono di gestire la temperatura per fasce orarie in base alle personali necessità di utilizzo. Di notte, ove presenti, chiudere i balconi ed abbassare le tapparelle per migliorare l’isolamento dell’edificio ed evitare dispersioni termiche. Anche d’inverno è opportuno arieggiare i locali, ma con i giusti tempi, evitando di tenere le finestre aperte per periodi troppo lunghi, onde evitare di raffreddare eccessivamente le stanze.

  1. Tre consigli finali

Riepilogando in breve, tre sono comunque i consigli sicuramente da rispettare:

  1. Non utilizzare copriradiatori ed evitare di coprire i radiatori con tendaggi, mobili o altri ingombri.
  2. Posizionare le teste termostatiche in corrispondenza di valori diversi nelle varie stanze in modo da riscaldare la casa in base alle effettive esigenze d’uso dei vari ambienti.
  3. Impostare una temperatura ambiente massima di 20 °C.

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4-1L’acqua è stata considerata per anni un bene di scarso valore in quanto ritenuta inesauribile e di nessun costo reale.

Essa tuttavia è solo in apparenza illimitata; le risorse idriche naturali infatti stanno diventando sempre più scarse, sia a causa del cambiamento climatico globale che dei comportamenti irresponsabili dell’uomo.

L’acqua meteorica rappresenta pertanto una fonte rinnovabile di inestimabile importanza.
ONE+ considerando questo elemento naturale preziosissimo per il nostro pianeta e soprattutto per l’essere umano in genere, ha fra i suoi obiettivi in ambito progettuale anche quello di proporre alla Committenza (sia che si tratti di nuova edificazione o di riqualificazione) il recuperare e riutilizzare le acque adottando semplici ed economici trattamenti per un loro utilizzo ristretto.

ONE+ predispone un’accurata progettazione – dalla fase preliminare di analisi e reperimento dati, a quella esecutiva – al fine di predisporre per lo specifico progetto sistemi idonei di captazione, filtro e accumulo.

GRONDE E PLUVIALI : indispensabili in una casa

Come accennato precedentemente l’acqua è un bene prezioso e come tale è importante attuare tutte le misure necessarie per recuperarla e non sprecarla. La pioggia è una fonte di acqua dolce che, se raccolta adeguatamente, potrebbe essere riutilizzata nelle nostre case per usi non potabili, come gli sciacquoni dei wc o l’irrigazione dei giardini. L’acqua meteorica che cade sui tetti può essere recuperata grazie alla funzione di raccolta e smaltimento di gronde e pluviali

  • Le grondaie sono una componente fondamentale del tetto, svolgendo un duplice ruolo, sia estetico che funzionale. Tutta l’acqua che cade in copertura deve essere correttamente smaltita verso il basso. Infatti, il mancato deflusso può provocare danni molto seri alla struttura dell’edificio: infiltrazioni, degrado di pareti, soffitti e pavimenti, formazione di muffa, danneggiamento delle fondazioni.
  • I pluviali sono tubi verticali che portano l’acqua dalla copertura fino agli scarichi fognari o alle eventuali cisterne di raccolta.
  • Le cisterne di raccolta dell’acqua costituiscono il sistema ideale per recuperare e riutilizzare l’acqua, possono essere interrate o in superficie (a vista, architettonicamente integrate o meno). Quelle più semplici da installare sono quelle in superficie e prevedono una deviazione del pluviale all’interno della cisterna.
  • La manutenzione di gronde e pluviali è fondamentale per garantire il loro corretto funzionamento; foglie, rametti, sedimento trasportato da uccelli e animali che può diventare terreno di crescita per specie vegetali, tutti questi elementi possono intasare la grondaia e impedire il corretto deflusso dell’acqua, causando straripamenti. È importante, quindi, eseguire periodicamente la pulizia delle grondaie ed, eventualmente, installare accessori che possono limitare l’insorgere di intoppi (es. para-foglie e guardie grondaia).

manutenzione-grondaie-condomini-e-abitazioni-catanzaro

domotica-1

Dal mese scorso è possibile inviare all’Enea le domande per ottenere gli sgravi fiscali sugli interventi di Domotica.

Le detrazioni fiscali di cui si può beneficiare sono quelle del 65%.
L’ENEA, l’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica,  ha fatto sapere di aver messo a disposizione sullo specifico sito web un vademecum in cui si offrono informazioni preziose su come accedere agli ecoincentivi dedicati.

Questa guida offre spiegazioni su come ricevere incentivi in caso di acquisto di dispositivi multimediali che consentono il controllo ‘intelligente’ degli impianti termici da remoto.
Specifica in una nota la stessa agenzia che per usufruire dell’ecobonus è bene sapere prima di tutto quali siano le opere di domotica incentivate, le caratteristiche tecniche dell’intervento e i requisiti dell’immobile dove viene effettuato. Sono proprio queste le informazioni offerte attraverso il vademecum, insieme ad altre relative ai criteri di ammissione che comprendono anche “la fornitura e la posa in opera di tutte le apparecchiature elettriche, elettroniche e meccaniche nonché delle opere elettriche e murarie necessarie per l’installazione e la messa in funzione a regola d’arte, all’interno degli edifici, di sistemi di building automation degli impianti termici”, chiarisce ENEA, precisando inoltre che non possono usufruire dell’ecobonus per la domotica l’acquisto di dispositivi per interagire da remoto come ad esempio telefoni cellulari, tablet o personal computer.
Gli incentivi possono essere uno strumento davvero utile per sperimentare i vantaggi offerti dalla domotica, un’opportunità sempre più interessante, parte integrante dell’ecosistema Internet of Things.

ape-attestato-di-prestazione-energetica

Per effettuare la compravendita, la locazione o l’informazione pubblicitaria di un immobile è necessario rispettare precisi obblighi relativi APE, acronimo che indica l’Attestato di Prestazione Energetica, che fornisce indicazioni sull’efficienza energetica.

Possiamo classificare gli obblighi in cinque categorie :

  1. Obbligo di dotazione:l’immobile deve essere dotato, a cura del proprietario, di un APE in corso di validità e registrato secondo le normative regionali.
  2. Obbligo di informazione: il proprietario dell’immobile deve informare l’eventuale acquirente, locatario o comunque controparte contrattuale, dei contenuti dell’APE in dotazione all’immobile stesso. La conferma dell’avvenuta informazione deve essere riportata nel successivo contratto.
  3. Obbligo di consegna:il proprietario dell’immobile deve consegnare all’eventuale acquirente o locatario o comunque controparte contrattuale, copia dell’APE in dotazione all’immobile stesso. Questo obbligo è da ritenersi autonomo e distinto da quello successivo di allegazione. La conferma dell’avvenuta consegna deve essere riportata nel successivo contratto.
  4. Obbligo di allegazione:colui che registra il contratto (notaio) deve allegare all’atto l’APE dell’immobile oggetto del contratto stesso.
  5. Obbligo di affissione:questo obbligo riguarda gli edifici della pubblica amministrazione o comunque utilizzati da essa. L’APE deve essere esposto in evidenza all’ingresso dell’edificio od in luogo visibile al pubblico.

Gli obblighi di dotazione, informazione, consegna e allegazione dell’attestato di prestazione energetica ai contratti immobiliari possono causare sanzioni importanti in caso di mancata effettuazione. Il tema della gestione degli APE non è affatto semplice e le conseguenze di un approccio errato possono portare a multe in certi casi fino a € 18.000.

In questa news presentiamo un’utile tabella della casistica generale in caso di contratti di locazione, tratta dal “Prontuario sulla Gestione dell’APE di P.Zanoli, Maggioli Editore”.

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All’interno della Manovra per la Legge di Bilancio 2017 ci sono novità su Ecobonus e Sisma Bonus. Nelle ultime settimane, sono state messe sul tavolo ipotesi su tempistiche e percentuali di detrazione diverse, sia per le4 abitazioni private sia per i condomìni.

L’ Ecobonus 2017 per i Condomini può arrivare fino al 75%, stabilizzato fino al 2021 e rimane detraibile in 10 anni. Queste sono le principali novità previste dall’Ecobonus per i condomìni, che introducono un meccanismo premiante in base ai risultati di risparmio dei consumi ottenuti. In condominio, si possono spendere quarantamila euro per appartamento, con una detrazione del 65% che può arrivare al 70% se riguarda l’involucro (il cappotto) dell’edificio e al 75% se la certificazione prova il miglioramento della prestazione energetica invernale e estiva. Si segnala che saranno previsti controlli a campione.

L’Ecobonus 2017 è e2steso anche agli alberghi. Fino all’approvazione della Manovra, la detrazione degli alberghi rimane al 30%.

Prevista la proroga di 1 anno della detrazione 50% per le ristrutturazioni edilizie e per il bonus mobili ed elettrodomestici, sempre al 50%.

Per le ristrutturazioni, i lavori possono essere fatti fino a 96 mila euro di spesa per unità immobiliare.

Il Sisma Bonus sarà utilizzabile anche in zona 3, continuerà a partire dal 50% ma potrà arrivare fino all’85%, se l’edificio viene migliorato di 2 classi di rischio. L’agevolazione, con tetto di spesa fissato a 96.000 euro l’anno, viene stabilizzata fino al 2021, vale per i condomini e per le abitazioni singole e si potrà detrarre, quindi recuperare, in 5 anni anziché in 10. Le percentuali di sconto aumentano al 70 e 80% per le case e al 75 e 85% dei condomini, nei quali sarà possibile cedere a terzi la detrazione sulle parti comuni. Il Sisma Bonus varrà dal 2017 anche per le seconde case e le attività produttive. Tra le spese detraibili rientreranno anche quelle per la classificazione e verifica sismica.